seno che fareDimagrimento, gravidanza o invecchiamento possono far perdere tono e volume al seno. È possibile rimodellare il seno per ritrovare la forma di un tempo, e diverse sono le tecniche a disposizione. 
Ma quando è il caso di intervenire? Si può osservare la posizione del capezzolo rispetto al solco mammario: se il capezzolo è al di sopra o a livello del solco, il seno sta bene, se invece scende sotto il solco si può pensare di riposizionarlo.

Nel caso più semplice si tratta di togliere un anello di pelle intorno all’areola e farla risalire, riposizionandola sopra al solco mammario. È un intervento in anestesia locale, senza protesi e una sola cicatrice attorno all’areola, poco visibile, semplice e veloce.

Se il seno è sceso molto, si aggiunge una seconda cicatrice verticale dall’areola al solco, in modo da dare al seno un po’ di proiezione. Sempre anestesia locale, aumenta solo un po’ la cicatrice, ma sempre poco visibile.

Se questo non bastasse, ci vuole anche la terza cicatrice, sul solco mammarie, stavolta in anestesia totale. Il risultato è molto efficace perché si ricompatta tutto il volume mammario, se c’è. Se invece non c’è volume bisognerà inserire una protesi.

Recentemente si sta rivalutando l’infiltrazione di grasso: se il seno non è “caduto” ma si osserva solo uno svuotamento dei quadranti superiori o una brutta forma (tipo mammella tuberosa) o una lieve asimmetria volumetrica, si può eseguire un lipofilling con ottimi risultati, aspirando del grasso (da addome o fianchi) e reinserendolo nella mammella per ridare volume. Non aumenta molto la taglia del seno ma lo riempie leggermente rendendolo più tonico e in qualche caso non serve nemmeno la cicatrice, basta solo l’intervento di infiltrazione di grasso.