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E' l’intervento che consente di modificare la forma e le dimensioni del naso al fine di rendere il volto più armonico e proporzionato. Se è presente una difficoltà respiratoria dovuta a deviazione del setto nasale o ad una ipertrofia dei turbinati, è possibile correggere questi difetti, contestualmente alla rinoplastica, mediante una settoplastica e/o una turbinoplastica.

All’intervento non residuano cicatrici visibili, perché esse sono situate all’interno delle narici. La rinoplastica non è un intervento doloroso.
Non esistono limiti di età per sottoporsi ad una rinoplastica; è necessario però che le strutture ossee e cartilaginee del naso abbiano  raggiunto il completo sviluppo, mentre nei pazienti adulti saranno le condizioni generali a stabilire se il paziente è candidato o meno all’intervento. Durante la visita il chirurgo spiegherà in dettaglio la tecnica chirurgica, il tipo di anestesia più idonei al vostro caso specifico, i possibili risultati e le possibili complicanze. E’ possibile fare delle simulazioni fotografiche del postoperatorio che, naturalmente, saranno solo grossolanamente predittive.
Una guarigione completa  si avrà non prima dei 4/6 mesi e in alcuni casi anche oltre.

Preparazione pre-operatoria:

Prima dell’intervento è necessario informare il chirurgo di qualsiasi trattamento con farmaci e sospendere l’assunzione di medicinali contenenti acido acetilsalicilico (Aspirina, Vivin C, Cemerit, Ascriptin, ecc.). Il fumo deve essere sospeso o ridotto almeno una settimana prima dell’intervento. E’ necessario segnalare al chirurgo l’insorgenza di raffreddore o mal di gola, tosse o malattie della pelle.
E’ necessario praticare un bagno di pulizia completo, lavando i capelli e rimuovendo lo smalto dalle unghie la vigilia dell’intervento e rimanere a digiuno dalla mezzanotte.
E’ inoltre necessario organizzare la presenza di un accompagnatore per il periodo post-operatorio.

Intervento:

In base alla cronologia dell’intervento e alla tecnica utilizzata e al tipo di intervento, si parlerà di rinoplastica primaria o secondaria, chiusa o aperta, rinoplastica completa, parziale o rinosettoplastica.
Si parla di rinoplastica “primaria” quando l’intervento viene eseguito per la prima volta, “secondaria” quando invece il paziente ha già subito una rinoplastica ed è necessario correggere difetti residui o difetti generati dal pregresso intervento. In base alla tecnica si parlerà di rinoplastica “chiusa” o “aperta”. Solitamente la rinoplastica “chiusa” è indicata per nasi che non hanno mai subito interventi o traumi, che presentano difetti di minore entità o deviazioni non partcolarmente gravi. In questo caso le incisioni vengono effettuate all’interno delle narici e le cicatrici sono invisibili. La rinoplastica “aperta” invece è utilizzata per correggere difetti importanti della punta, esiti di malformazioni congenite (labiopalatoschisi), nei nasi che hanno già subito interventi o in quelli post-traumatici. Nella rinoplastica “aperta”, alle incisioni interne si associa una piccola incisione a livello della columella (il tratto che separa le due narici); solitamente tale cicatrice è impercettibile.
La rinoplastica permette di ridurre le dimensioni del naso rimodellando la punta, rimuovendo il gibbo osteocartilagineo e correggendo l’angolo naso-labiale. Non infrequentemente può essere necessario apportare, anzichè rimuovere, tessuto, in particolare tesuto cartilagineo. Questo di norma viene prelevato dalla cartilagine del setto nasale o, qualora non fosse disponibile, dalla cartilagine del padiglione auricolare o dalla cartilagine costale. La cartilagine prelevata verrà poi modellata al fine di ottenere degli innesti di varia forma che verranno inseriti in varie sedi in base alle necessità (tra le cartilagini triangolari e il setto, tra le cartilagini alari, al di sopra del dorso, ecc.). In questi casi è preferibile la via aperta perchè questa consente una visione maggiore e una maggior precisione nell’ancoraggio degli innesti.
Quando il paziente presenta una eccessiva ampiezza delle narici è possibile ridurre la loro dimensione mediante delle incisioni alla base del naso.
L’intervento di rinoplastica viene eseguito in anestesia generale con ricovero di una notte. Talvolta le piccole correzioni possono essere eseguite in anestesia locale con sedazione e in regime di day-hospital.

Trattamento post-operatorio:

Dopo l’intervento verrà applicato uno splint gessato o in materiale termolabile per mantenere le ossa e le cartilagini nella loro nuova forma. Solitamente, ma non sempre, vengono inseriti due piccoli tamponi nasali in spugna che vengono lasciati in sede per 24- 48 ore. In caso di chirurgia del setto nasale i tamponi vengono sempre inseriti e ,in aggiunta, due sottili lamine in silicone ai lati del setto per mantenerlo in asse ed evitare il rischio di ematomi.
Lo splint nasale è lasciato insede per 7/10 giorni.
La rinoplastica non è un intervento doloroso e comunque, se presente dolore. è controllabile con  semplici analgesici.
Nei primi giorni dopo l’intervento è normale la comparsa di ecchimosi e gonfiore intorno agli occhi che scompariranno nel giro di 8/10 giorni.
E’ consigliabile mantenere la testa sollevata durante il riposo nei primi due giorni post-operatori e di evitare qualunque sforzo fisico. Da evitare l’esposizione al sole, saune e bagni turchi, l’assunzione di cibi  e bevande molto calde.
Dopo la rimozione dello splint nasale, verranno applicati dei cerotti sul dorso nasale per alcuni giorni al fine di limitare il gonfiore. L’uso degli occhiali deve essere evitato per almeno un mese.
Il risultato estetico, apprezzabile già dopo le prime due settimane, sarà definitivamente raggiunto a distanza variabile dai 6 mesi a  un anno dall’intervento, in quanto in questo periodo il naso andrà progressivamente a sgonfiarsi e ad assumere la forma desiderata.

Possibili rischi e complicanze:

E’ possibile che si verifichino alcune complicanze minori (sanguinamento, ematoma, infezione localizzata, deiscenza delle suture, intolleranza ai materiali di sutura e medicazione) come in qualsiasi intervento chirurgico.
Le cicatrici sono localizzate all’interno del naso e pertanto sono praticamente invisibili: nel caso di narici troppo larghe o in caso di rinoplastica aperta, le cicatrici invece sono visibili. Come tutte le cicatrici, possono andare incontro ad iper/ipopigmentazione, ad  ipertrofia o ipotrofia in misura variabile a seconda delle caratteristiche  genetiche di ciascun paziente; tale comportamento è imprevedibile. Le cicatrici che si sviluppano internamente possono anche esse essere esuberanti ed in alcuni casi possono dare luogo, specie in prossimità della punta nasale, a dei rigonfiamenti (supratip) che possono essere di difficile trattamento.
E’ possibile che si verifichino delle asimmetrie dovute a cicatrizzazione anomala, a residui ossei o cartilaginei, alla formazione di callo osseo esuberante, a riassorbimento di innesti cartilaginei o a spostamento degli stessi. In questi casi si renderà necessaria, quando il chirurgo lo riterrà opportuno, una piccola revisione chirurgica, solitamente in anestesia locale.